Una storia millenaria

Un’associazione per la custodia di Sant’Emiliano

Il santuario fu fondato in epoca medievale nelle vicinanze dei ricchi pascoli dei Grassi e di Paér, più precisamente dovrebbe risalire al XII secolo. Sembra che la prima proprietà del luogo sia da attribuire al monastero di Sant’Eufemia oppure a quello di Santa Giulia o ancora al monastero di Bobbio. Probabilmente fu l’ordine dei frati Umiliati, dedito a pastorizia e lavorazione della lana, a insediare qui un santuario. Nel XVI secolo sicuramente apparteneva a quest’ordine e dalla fine dello stesso in santuario dei Santi Emiliano e Tirso è sotto il patronato del Comune di Sarezzo.

La custodia del luogo era affidata a un eremita (romét), al quale il Comune assicurava vitto e alloggio, una casa a Sarezzo e una veste; nei secoli successivi, oltre alla figura del romét, l'incarico veniva svolto anche da massari e sindaci appositamente eletti, i quali provvedevano alla gestione finanziaria. In tempi più recenti ricordiamo Mario Faceti, che è stato custode del santuario per ventun anni. Nel 1981 l’impegno del Gruppo Alpini di Sarezzo e dal 2005 la gestione da parte del Gruppo Autonomo Montano per conto del Comune di Sarezzo.

Sospeso nel cielo di Sarezzo a 1.102 metri
 

Un luogo per tutte le stagioni

I volontari del GAM (Gruppo Autonomo Montano) tengono aperto santuario e annesso ristoro ogni sabato e domenica da marzo a novembre.

La storia del santuario saretino è racchiusa dal 2013 nel libro Le orme di Sant'Emiliano, diviso in una prima parte storico-artistica a cura del professor Carlo Sabatti e in una seconda di racconto a cura di Andrea Alesci (liberamente scaricabile cliccando sul pulsante qui accanto).

Il volume si può acquistare presso il santuario o contattando Pierluigi al 335.6535439.
 

Prossimo turno



Sabato 1 e domenica 2 aprile